Oggi ho perso una parola,
la chiave di volta di un verso.
Forse mi è caduta dalla tasca,
forse l'ho scordata in qualche bar,
al peggio me l'ha rubata con astuzia
un dio del furto.
29 marzo 2008
11 febbraio 2008
...
Sei passata nella mia vita in fretta,
ma mi hai lasciato ben incisa sul braccio
una traccia di pastello rosso sangue.
(Sono anni che in doccia ogni mattina
provo inutilmente a cancellarla
a furia di liscivia e di sudore.
Sono anni che indosso camicie
allacciate ai polsi anche d'estate)
Ora, i casi sono due:
o mi vendono ogni volta liscivia difettosa
e ogni mattina mi scortico invano,
o il pastello pastello non era ma sciabola
e quella traccia rosso sangue cicatrice.
Nel primo caso il gonzo sono io
nel secondo anche, perchè è da gonzi
confondere le tigri coi cerbiatti.
ma mi hai lasciato ben incisa sul braccio
una traccia di pastello rosso sangue.
(Sono anni che in doccia ogni mattina
provo inutilmente a cancellarla
a furia di liscivia e di sudore.
Sono anni che indosso camicie
allacciate ai polsi anche d'estate)
Ora, i casi sono due:
o mi vendono ogni volta liscivia difettosa
e ogni mattina mi scortico invano,
o il pastello pastello non era ma sciabola
e quella traccia rosso sangue cicatrice.
Nel primo caso il gonzo sono io
nel secondo anche, perchè è da gonzi
confondere le tigri coi cerbiatti.
21 gennaio 2008
In biblioteca, ogni volta che ti sogno
Leggo di soppiatto le righe che tu studi
come fossero notizie sui giornali del mattino
e non so più se ci separano i chilometri
o più semplicemente una piccola scritta,
un astuccio, un pennarello, una gomma
sparsi sul tavolo della biblioteca.
I minuti che colano sono muri
che ci separano dal mondo, al loro ritmo
ti fai in pezzi, in piccoli coriandoli.
Se mi abbasso, tento di raccoglierli
e ricomporli in un'immagine,
uno spiffero di vento li rimescola…
come fossero notizie sui giornali del mattino
e non so più se ci separano i chilometri
o più semplicemente una piccola scritta,
un astuccio, un pennarello, una gomma
sparsi sul tavolo della biblioteca.
I minuti che colano sono muri
che ci separano dal mondo, al loro ritmo
ti fai in pezzi, in piccoli coriandoli.
Se mi abbasso, tento di raccoglierli
e ricomporli in un'immagine,
uno spiffero di vento li rimescola…
27 dicembre 2007
Alla musa
Tanto ho disertato le tue strade
Da scordarmi il più magico dei riti:
guardare la cimasa del palazzo
che quel giorno, per caso, in pieno autunno
riparò i nostri corpi dal diluvio.
Poi, più sotto, fissare la finestra
dalla quale, per anni, nei miei sogni,
mi hai osservato rincasare sorridendo.
E tanto sto pagando questo fallo
da vivere nei sogni l’incubo più truce
fissare, volto incredulo, il palazzo
e vedere dov’era la finestra,
stampato il tuo sorriso come sponsor
di una marca sconosciuta di profumi.
Da scordarmi il più magico dei riti:
guardare la cimasa del palazzo
che quel giorno, per caso, in pieno autunno
riparò i nostri corpi dal diluvio.
Poi, più sotto, fissare la finestra
dalla quale, per anni, nei miei sogni,
mi hai osservato rincasare sorridendo.
E tanto sto pagando questo fallo
da vivere nei sogni l’incubo più truce
fissare, volto incredulo, il palazzo
e vedere dov’era la finestra,
stampato il tuo sorriso come sponsor
di una marca sconosciuta di profumi.
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