La passante
ha lo sguardo nitido e tagliente,
incorniciato da palpebre ampie
da ciglia flessuose.
Le piccole labbra
sono una firma di sangue
sul suo volto pallido di pelle morbida.
La sua eleganza,
che altri direbbero di zebra o di uragano
schernisce i rumori assordanti della strada
e riempie di silenzio.
È un attimo,
ma basta a ringraziare il poeta, basta
a fissare quegli occhi passare,
leggerne il senso,
capire da quello sguardo di specchio
che non saremo mai più giovani di adesso.
23 novembre 2007
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