11 luglio 2007

Una bocciatura e un sogno

Bello scherzo m’hai tirato, Arsenio
con la tua Valmorbia, terra senza notti…
Ricordi? (Parlavi tra i cumuli di libri
mentre gli ultimi fili di tabacco
scoppiettavano a sussulti) Parlavi
dei monti, di spari taciuti e di volpi, ed io
ascoltavo in silenzio
le tue scialbe memorie di vecchio,
la tua voce argentina cantare…
ma il capo assonnava ad oriente,
già reclinato, la tua voce sognavo,
ma in versi, tanto che a sprazzi
smettevo di esistere (sai cosa intendo
conosci bene l’immobile delirio).
Poi, di colpo, alzato il sipario,
il ridestarsi alla nebbia di sempre,
sparita la valle, spariti i fucili e le grotte
tutto slavato dai sogni. Mi senti?
Ti sento – risposi – ricordo. Ma solo
era un futile schermo
al mio sonno colpevole.

(Che pirla! Se solo
ti avessi ascoltato, se avessi
realmente seguito paziente quei passi,
quei quattro brevi giri di frase,
la storia e i suoi echi persi nel tempo…
non altro serviva, non altro
si chiede a studenti)

Ma adesso mi basta il tuo riso
lo sento forte dall’alto, tra i nembi,
e so che mi senti. E mi basta.

Nessun commento:

Posta un commento