I
Quando stamane ti ho vista alla stazione
mi è sembrato subito di scorgere
nell'oscillare della tua gonna colorata
le parole che ancora non avevo.
Poi ti ho rivista, alla mezza, nel cafè,
e ho giocato coi tuoi morsi di panino
al sacro gioco del m'ama non m'ama.
Dovevo arrivare al pomergiggio
e incontrarti trafelata sulle scale
per capire dai tuoi passi affaticati
che quello era il momento
e che l'avrei perso. E ora,
il cafè è una muta serranda d'alluminio,
in stazione riposano i barboni
e io aspetto chissà cosa sulle scale
con la testa tra le mani.
11 settembre 2007
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