29 giugno 2007
Un bambino viziato
E poi mi parli di santi e agiti
le mani per distrarmi,
hai gli occhi di luce come piace
al tuo dio minuscolo, alto un palmo
che da secoli usi per difenderti
e blasfemo, senz'anima mi chiami.
Ma è nei tuoi occhi
nelle tue mani, sui tuoi palmi
che in lettere di cenere è scritto il nome
dei tuoi eroi di sangue dei tuoi
santi martiri.
È in te che langue l’anima vera
quella che la tua voce cerca di descrivere
con parole che non conosce
o con quelle che ha dimenticato.
Ma in fondo è solo che non ricordi
che è quell’amore per la vita che ci fa umani
non quella rabbia fobica per gli altri
che tu meni.
E io ti guardo come si guarda
un bambino viziato.
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