Costruiamo castelli di sabbia,
dicevi, e non lo dimentico,
ma castelli di sabbia che crollano,
dovevi dire.
Rupi maleodoranti e nere di pece
ma precarie come inutili vezzi,
vecchi e paludosi imbrogli,
che anche vestiti a festa,
restano schifezze, pastiglie avariate,
muraglie che solo hanno in cima
filo spinato elettrificato
e una scritta slavata illegibile.
21 maggio 2007
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