Una folle previsione d’impazzire,
che già è follia,
ci travolge sibilando, schiamazzando,
riducendo le parole ad un rumore.
È strano,
pensavamo di arrivare oltre la luna,
di cambiare le regole del gioco
e invece ogni giorno ci svegliamo più storditi,
non capendo o fingendo di capire.
Ora, nello scempio di stracciare la parvenza
e nell’illudere il tempo,
restiamo incollati a rancidi livori,
in logori divani e immensi,
ammuffiti, come noi, dall’inedia.
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