21 maggio 2007

In un bar

La gente farnetica piano
parole di strani sapori,
poi urla dai denti più forte
si mastica i verbi, i nomi, gli avverbi
aggettivi banali, comuni.
Sono tutte parole gergali,
ma succose e gustose, da ghignare contenti.
Ma poi escono di tasca i coltelli
e le parole finiscono, solo
un vuoto, una vertigine, un lamento
poi rapidi s’odono i passi,
e incedono, avanzano all’ombra.
Poi nulla.

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